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CONSERVAZIONE E RESTAURO DELLA BASILICA PALLADIANA: CONCORSO
SCHEDA TECNICA
Anno: 2002
Ente banditore: Comune di Vicenza
Prestazione: concorso per la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi di conservazione e restauro della Basilica Palladiana (5)

Il concorso non poneva obiettivi funzionali specifici, per cui il progetto si è posto come un intervento di conservazione e restauro, aperto ad utilizzazioni polifunzionali multiple e flessibili da determinare in tempi successivi, compatibilmente con la natura, la collocazione nella Città e la consistenza fisica del monumento.

La filosofia dell’intervento si riconosce quindi nell’ambito della cultura della conservazione, ed ha tra gli obiettivi quello di dare risalto alla permanenza di elementi di cultura materiale degli edifici, considerati documentazione, testimonianza autentica e stratificata, in aggiunta al riconoscimento e alla valorizzazione dei suoi caratteri di stile, storici e architettonici.

Il progetto prevede, per quanto concerne le superfici, la pulitura del paramento murario per consentire una migliore lettura dell'impianto, promuovendo anche una serie d'indagini specifiche, che permettano la definizione certa della storia strutturale e dello stato attuale in genere, anche in rapporto alla situazione statica globale definitiva, come interazione fra struttura in elevazione, struttura di fondazione e terreno.

Gli elementi strutturali sono trattati anch'essi nell’ottica della conservazione; per quelli che richiedono interventi di consolidamento statico, è previsto il recupero, eventualmente mediante integrazione con materiali analoghi a quelli esistenti e dove ciò non fosse percorribile con altri anche innovativi, di caratteristiche prestazionali, durabilità e compatibilità fisico – meccaniche adeguate.

Per l’introduzione del necessario sistema impiantistico, il progetto propone di installare il sistema d’impianti esclusivamente in una ristretta fascia perimetrale della pavimentazione della sala. Tale soluzione, oltre a mantenere in essere la maggiore estensione del pavimento esistente, consente di non scaricare e quindi di non alterare l’equilibrio dei carichi che gravano sulle volte, sotto le quali continueranno ad essere esercitate attività, durante tutto il periodo dei lavori.

In analogia dell’anello impiantistico a livello del pavimento della sala, il progetto crea un anello in quota, in corrispondenza dell’appoggio delle volte di copertura del secondo ordine delle logge, al muro gotico.

Il progetto prevede anche la conservazione e il restauro della copertura del secondo ordine delle volte, dove le recenti impermeabilizzazioni esistenti risultano incongrue oltre che ormai inefficienti.

Il progetto prevede di rimettere in gioco gli ampi spazi interrati e in parte non ancora ben indagati del palazzo, spazi che possono costituire una preziosa risorsa funzionale. Per i negozi e le vetrine delle botteghe installate al piano terreno, il progetto propone un riordino ispirato a quel medesimo principio di prudenza a cui fa riferimento l'intero progetto. Le vetrine appaiono per alcuni versi ormai storicizzate e discrete; l’approccio progettuale più conveniente è quindi quello di provvedere solamente ad una loro unificazione.

Grande attenzione è posta, per assicurare una buona percezione del monumento anche nelle ore notturne, più che al profilo della vetrina, al sistema d’allestimento e d’illuminazione degli spazi commerciali, affinché essi non disturbino la lettura delle architetture maestose delle logge.

Altri accorgimenti, principalmente cromatici, sono rivolti alle superfici circostanti, per ricostituire l’unitarietà della massa muraria del basamento, nel quale le vetrine stesse sono ricavate.