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UNA SEDE PER TUTTI. COOPERATIVA SOCIALE E CENTRO DIURNO
SCHEDA TECNICA
Anno: 2013
Luogo: Sandrigo, Vicenza
Cliente: Cooperativa Sociale Margherita
Prestazione: progetto preliminare e definitivo

Il progetto nasce dalla necessità di razionalizzare la struttura operativa e gli uffici della Cooperativa Margherita, che opera dal 1987 nel territorio di Sandrigo (Vicenza) con servizi per anziani, disabili, minori. Oggi la struttura è ospitata in più sedi, non ottimali per le esigenze di usabilità che l'attività della Cooperativa comporta. L'obiettivo di una nuova sede è dare un servizio più efficiente, integrato e una casa confortevole e accogliente ai propri utenti e alla comunità di Sandrigo più in generale. La nuova sede diviene la materializzazione congruente dei servizi offerti con l'obiettivo dell'inclusione, secondo la mission della cooperativa stessa. La realizzazione della nuova sede è anche occasione per la Cooperativa di proporre al territorio e anche su una scala più vasta un progetto innovativo che possa diventare una case history per altre future esperienze analoghe, coniugando l'adesione alle tendenze e spinte internazionali verso la sostenibilità ambientale e sociale e quella di un radicamento forte con la comunità locale.
Il progetto nasce da una serie di incontri "condivisi" con i settori diversi dei volontari, dei soci e degli utenti della Cooperativa dei quali sono state recepite le diverse esigenze operative del centro. La committenza, complessa nella sua configurazione, chiedeva un progetto per tutti con un'ottica inclusiva, in cui l'architettura è il mezzo per generare nuove condizioni di vita e il frutto di un dialogo costante.
Il progetto prevede la realizzazione di un centro diurno posto al piano terreno mentre al primo sono dislocati gli uffici. Alcuni ambienti posti ai vertici dell'edificio costituiscono una sorta di interfaccia osmotico tra le attività interne al centro e un'offerta di servizi alla comunità (con tre sale polivalenti) utilizzabili dal centro o anche in autonomia della cittadina negli orari di chiusura. A livello tipologico il progetto è la reinterpretazione contemporanea della villa o casa colonica storica presenti nel Comune di Sandrigo. Pertanto si sviluppa in volumi autonomi che corrispondono alle diverse esigenze funzionali del complesso e alle compresenti necessità di disporre di una sede "protetta" voluta dalla normativa e di consentire l'apertura verso l'esterno di alcune funzioni di valore comunitario.
Il progetto infatti genera rapporti molto stretti e correlati al contesto fisico e sociale della comunità di Sandrigo. Il centro deve stimolare tali rapporti e creare nuovi contesti di incontro e scambio tra le diversità. Vuole essere un'opportunità non solo per gli ospiti della cooperativa e le loro famiglie, ma per tutta la comunità del paese. Un luogo aperto di incontro, scambio, inclusione di persone diverse per abilità, età, condizioni sociali e culturali. Un luogo che tiene conto della ricchezza della diversità e della complessità crescenti nella società contemporanea, valorizzando gli apporti di ciascuno. Il centro è per TUTTI e prevede la compresenza di persone diverse (giovani, anziani, disabili, cittadini, operatori, accompagnatori, familiari ecc).
In tale ottica tutto il sistema pensato secondo un approccio di Design for All, cioè il design volto all'inclusione sociale e alla valorizzazione delle differenze. Un progetto for All non considera utenti standard, ma piuttosto assume la diversità degli individui come una ricchezza per il progetto. Il progetto per tutti è innanzitutto un processo al quale prendono parte progettisti, committente, fruitori, intesi in senso lato come coloro che useranno l'edificio o che da esso avranno ricadute: gli utenti del centro, i cittadini, i volontari, i soci ecc. Dall'ascolto e organizzazione organica delle esigenze e degli obiettivi si conduce un cammino integrato di diverse esperienze e professionalità. Il Design for All è una filosofia progettuale che trova le sue origini in nord Europa e che si pone nell'ottica di costruire edifici, oggetti e sistemi accessibili al maggior numero di persone possibile.
Ciò che è pensato come comodo, facile, amichevole diventa per tutti gli utenti un vantaggio. Già a partire dalla scelta della localizzazione della nuova sede, posta nel cuore di un quartiere residenziale e in connessione con le scuole, il verde pubblico e il centro del paese, l'orientamento è quello di "includere". Il progetto considera l'accessibilità in senso lato da un punto di vista motorio, visivo e cognitivo. Il centro infatti è sviluppato in modo di favorire la circolazione e la movimentazione delle persone con accessi facili dall'esterno e complanarità delle superfici interne e esterne, parcheggi comodi, spazi coperti ampi, razionali, assenza di dislivelli tra i locali del centro diurno, sviluppato rigorosamente su un unico livello e minimo dislivello di soglia verso l'esterno. I collegamenti verticali e ascensori sono ampi, comodi e con velocità calibrata alle esigenze delle persone. In tal modo chi è in carrozzina, chi ha difficoltà a superare un piano di scale o chi deve portare pesi dispone di un trasporto morbido, lento senza scossoni e confortevole… chi invece è normodotato e ha fretta sale un piano di scale a piedi... con beneficio della salute del suo cuore!. Le porte e le aperture sono studiate caso per caso in funzione dell'uso del locale e della loro massima comodità e sicurezza. Da un punto di vista cognitivo il progetto gioca su contrasti cromatici, contrasti tattili per riconoscere luoghi e funzioni, coinvolgendo il massimo numero di sensi possibile, in modo di poter ottimizzare le risorse personali degli ospiti del centro diurno in una gamma più vasta possibile di sollecitazioni e comfort personale. In tale ottica, anche l'edificio è semplice e logico e parla di sé e delle proprie funzioni tramite la propria architettura, i volumi diversi e i blocchi funzionali separati. Il progetto mira a creare ambienti confortevoli curando la distribuzione della luce e il benessere acustico. Tiene conto di provvedimenti di insonorizzazione legati alle esigenze degli utenti, anche in relazione alle funzioni che si svolgono nei diversi locali (attività di laboratorio, attività motorie, mensa, luoghi di riposo) e anche del tipo di utenti che possono richiedere luoghi tranquilli e appartati.
L'edificio è pensato per avere un basso impatto e per conseguire un risparmio energetico attraverso la cura dell'involucro e l'integrazione di risorse alternative usufruendo delle caratteristiche del luogo. Grande attenzione è posta ai materiali e alla previsione del contenimento dei costi di gestione sia in termini energetici che di manutenzione del manufatto. Sono studiate le pendenze, le ventilazioni e gli andamenti dei tetti e le dimensioni e le tipologie delle finestre, che assecondano l'esposizione dell'edificio per consentire un ottimale irraggiamento termico e luminoso.