Espandi l'immagine
Espandi l'immagine
Espandi l'immagine
Espandi l'immagine
MOSTRA: "MEDEA. DIGNITÀ E INGANNO"
SCHEDA TECNICA
Anno: 2006-2007
Luogo: Museo Diocesano di Venezia
Cliente: privato
Prestazione: progettazione e direzione lavori

La mostra tematica di Gian Antonio Golin è un evento in cui l'artista ha messo in azione diverse forme espressive (pittura-scultura, poesia, video-arte, recitazione) che collaborano in un insieme dinamico e di forti tensioni.
I protagonisti del mito, le loro ambientazioni arcane, emergono dalla densa matericità dei quadri, drammaticamente imprigionate in un reticolo di legami, colpe e volontà di redenzione tramutate in segni. Medea e Giasone come emblemi di una lotta tra principi opposti: maschile contro femminile, civiltà contro naturalità, dignità contro inganno.
L'allestimento ritma lo spazio espositivo secondo una gradualità non solo narrativa e tematica, ma anche psicologica ed emozionale. La sequenza dei quadri, minuziosamente stabilita con l'autore, determina lo sviluppo degli spazi e dei percorsi dilatando e comprimendo i passaggi, variando l'altezza dei vani, riproducendo fisicamente i meandri di un antico palazzo e, spiritualmente, la tormentata lotta dei personaggi contro i vincoli della colpa e della vergogna.
Al culmine del percorso espositivo, denudati delle stratificazioni materiche, Medea e Giasone ritrovano pienamente figura corporea, movimento e voce, nella video-installazione prodotta da La Casa dei Santi. I personaggi, come strappati ai quadri che fanno loro da sfondo, esposti alle luci crude dell'autocoscienza, affrontano le proprie diverse e inconciliabili ragioni da due schermi contrapposti, allo stesso tempo prigione e riparo di ciascuno dei due contendenti.
Credits fotografici: Francesco Dalla Pozza, Arnaldo Dal Bosco